Sulle reali cause delle violenze ucraine c'è un dettaglio illuminante che (forse proprio perché così illuminante) è sfuggito ai più: la rivolta di piazza Maidan è scoppiata quando l'ex presidente Yanukovich ha rifiutato le proposte di associazione alla UE e ha lasciato intendere di voler aderire al progetto di Unione Eurasiatica lanciato da Putin e al quale hanno già risposto positivamente il bielorusso Lukashenko ed il kazako Nazarbaev. Si tratta di creare uno spazio di cooperazione economica e commerciale in uno spazio politico e geografico abitato da 170 milioni di persone, forte di scambi commerciali fra i tre paesi membri pari 66,2 miliardi di dollari e, soprattutto, di riserve di gas e di petrolio pari rispettivamente al 20 e al 15% di quelle globali. Un tesoro che ha attirato l'attenzione di Armenia, Kirghizistan e Tagikistan, pronti ad aderire al progetto, e della ben più potente Cina, che, dopo gli accordi siglati con Mosca in materia energetica e finanziaria, è pronta ad investire in quella "rete di trasporti e percorsi logistici d'importanza non solo regionale ma globale" promessa da Putin come conseguenza naturale dell'Unione.
Ora che il posto di Yanukovich è stato occupato da Poroshenko, pronto (e prono) a riaprire le trattative con Washington e Bruxelles, la nuova creatura di Putin dovrà fare a meno della sua Ucraina e del suo connaturato ruolo di porta dell'Europa e corridoio energetico.
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domenica 8 giugno 2014
mercoledì 19 marzo 2014
Il quotidiano laburista inglese "Independent", che Wikipedia dichiara diffuso tra "ambientalisti, pacifisti e cittadini insofferenti della monarchia" e che non può essere tacciato di appoggio a Putin, ha rivelato l’esistenza di 85 conti bancari riferibili a Yulia Tymoshenko e ai suoi più stretti parenti, nei quali, nell'ultimo ventennio, sarebbero confluiti circa 200 milioni di dollari, provento delle posizioni politiche ricoperte dall'ex premier Pavlo Lazarenko e dalla stessa Tymoshenko, allora leader del colosso energetico Uesu.
Questa la verità sulla guida della rivoluzione arancione, ancora oggi al centro delle turbolenze ucraine.
Qui il link all'articolo originale.
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