Lotta Europea

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domenica 1 settembre 2013


Cinque anni dopo il conflitto vinto dalla Russia contro la Georgia e che portò alla sostanziale indipendenza dell'Ossezia del Sud, si riaccendono le ostilità tra i due paesi.
Sotto accusa i lavori svolti, a partire dal maggio scorso, dall'esercito russo (cui il governo locale ha appaltato il controllo del confine con la Georgia) che, costruendo una barriera di filo spinato a segnare il limes della regione, ne ha approfittato per spostare più avanti di alcune centinaia di metri il confine stesso dell'Ossezia nel territorio georgiano. Lavori che però non sono altro che la risposta all'annuncio di Tbilisi del raggiungimento del Membership Action Plan che, una volta confermato nel corso del 2014, costituirà il primo passo per l'organico ingresso all'interno della NATO, che si appresta così a stringere la morsa intorno alla Russia e ad avvicinare a questa le proprie truppe.
Intanto il 26 ed il 27 giugno scorso una delegazione del Consiglio NATO ha fatto visita al nuovo premier georgiano Ivanishvili.
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lunedì 29 ottobre 2012

Il 26 ottobre scorso il Parlamento georgiano ha ratificato la nomina del nuovo presidente del Consiglio, il magnate e imprenditore Bidzina Ivanishvili, vincitore delle elezioni tenutesi il 1 ottobre: un vero e proprio burattino nelle mani degli Stati Uniti, che ha subito annunciato che il suo governo “svilupperà le istituzioni democratiche e stabilirà la legge del diritto” e che il suo primo viaggio internazionale sarà a Washington. Le parole d'ordine con cui ogni governo filooccidentale si presenta agli occhi del pubblico occidentale e dei salotti buoni da vent'anni a questa parte, contro il "tiranno" Putin e la sua "feroce dittatura". Intanto la Clinton si è precipitata al telefono per congratularsi di persona e per discutere "il futuro della cooperazione tra Georgia e Stati Uniti.
E' dai tempi della Rivoluzione delle Rose che Tbilisi ha voltato le spalle a Mosca per abbracciare il capitalismo occidentale e gonfiare i propri fatturati e le proprie casse di dollari: un duro colpo alla Russia che si è trovata così isolata rispetto all'Europa, tagliata fuori dalle rotte energetiche grazie alla costruzione dell'ormai famigerato oleodotto TBC, che attraversa lo stato caucasico.
Un altro punto a favore degli U.S.A.
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