Lotta Europea

Lotta Europea

giovedì 7 febbraio 2013




Venerdì 15 febbraio 2012, alle h.19, presso i locali del Nuovo Cinema Augustus, la rivista Lotta Europea, in collaborazione con il Movimento Sociale per l’Europa, presenterà la conferenza “l’Altra America” incentrata sull’America Latina, i suoi attuali sviluppi politici e le sue inferenze geopolitiche.

Interverrà Fabrizio Di Ernesto, saggista e giornalista, autore, tra l’altro, del libro “L’alba del nuovo mondo. Come il continente indio-latino ha smesso di essere il giardino di casa degli Stati Uniti” e curatore dell’editoriale del 4° numero della rivista Lotta Europea, il quale verrà presentato pubblicamente durante la conferenza.

venerdì 15 febbraio 2012, H.19.00
Nuovo Cinema Augustus – C.so Vittorio Emanuele II, 203 – Roma
Read More

domenica 3 febbraio 2013

La guerra mai dichiarata dagli Stati Uniti in Pakistan sta dimostrando, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, il ruolo centrale dei droni, gli aerei senza pilota governati da terra a distanza con un joystick e lo schermo di un pc, nelle guerre attuali e future: secondo uno studio del Dipartimento diritti umani dell'Università di Stanford, i droni in un decennio hanno ucciso in Pakistan circa tremila persone, di cui un numero imprecisato di civili, tra i 474 e gli 881 (176 minorenni), smentendo, nei fatti, il mito degli attacchi mirati.
Intanto l'ONU ha avviato un'inchiesta sulle vittime civile di 25 attacchi portati dai droni oltre che in Pakistan, anche in Afghanistan, nello Yemen, in Somalia e nei Territori Palestinesi: quale sarà il risultato dell'inchiesta, l'ennesima farsa delle Nazioni Unite, lo si evince dalle parole di Ben Emmerson, l'avvocato a guida dell'indagine, che, nonostante l'evidenza delle aree coinvolte, che chiamano in causa unicamente gli Stati Uniti ed Israele, ha negato che l'inchiesta sia rivolta contro i due paesi, in quanto "la tecnologia dei droni è in dotazione a 51 Paesi".
La novità è che la base aerea siciliana di Sigonella, al centro del Mediterraneo, sarà "la prossima capitale mondiale dei droni", come svelato dalla rivista The Avionist (ripresa in Italia dal Corriere della Sera). Non è un caso che proprio da Saigonella (come la chiama l'aeronautica yankee per assonanza con il nome della città vietnamita), siano partiti i caccia ed il drone che hanno colpito l'auto di Gheddafi in fuga verso il Mali.
Di fronte all'ennesimo schiaffo all'indipendenza e alla sovranità dell'Europa, dell'Italia e della Sicilia, che fa seguito alla stazione MUOS di Niscemi in via di realizzazione, non possiamo che gridare ancora una volta: fuori l'Europa dalla NATO, fuori la NATO dall'Europa!
Read More

martedì 29 gennaio 2013

A mezza bocca e mai direttamente, Israele ha ammesso il suo coinvolgimento nell'esplosione di lunedì scorso a Fordo, centrale sotterranea, fulcro del programma nucleare iraniano. La notizia, resa pubblica dall'ex ministro iraniano della Sicurezza Hamid Reza Zakeri e dall'ex guardia della rivoluzione Reza Kahlili (entrambi espatriati da un paio d'anni, il secondo collaboratore della CIA), è stata rilanciata prima dal Times e poi dall'israeliano Tedioth che ha parlato del "più importante sabotaggio al programma nucleare iraniano". Più neutrali le parole ufficiali del governo di Tel Aviv che, per mezzo del ministro Avi Dichter, pur non intestandosi l'atto di sabotaggio, ha affermato che "ogni esplosione in Iran che non ferisce la gente ma colpisce le sue attività è benvenuta". E' dal 2009 che l'esercito americano studia il sito di Fordo e il Sunday Times ha anche rivelato che a Fordo è esploso un dispositivo spia camuffato da roccia che stava intercettando dati sensibili dai computer del centro.
Quale che sia la verità sulle esplosioni di lunedì scorso, è sicuro che, mentre sugli schermi cinematografici dell'Occidente, il film "Argo" ci mostra la difesa dei democratici statunitensi dalla barbarie e dall'inciviltà iraniana nel 1979/80, Stati Uniti ed Israele si preparano ad "un'operazione chirurgica" contro gli ayatollah: "come uno scalpello" ha detto Ehud Barak in riunione a Davos.
Read More

sabato 26 gennaio 2013

Cosa è successo al Monte dei Paschi di Siena? Perché la banca più antica del mondo attualmente in attività è sull'ordo del crack finanziario, facendo tremare le vene e i polsi a gran parte del mondo politico? Tutto ha avuto inizio quando "il rinvenimento di documenti tenuti celati all'Autorità di Vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza di MPS" ha fatto emergere "la vera natura di alcune operazioni riguardanti il Monte dei Paschi di Siena riportate dalla stampa": fin qui le parole di una nota di Banca d'Italia, ma quali sono queste operazioni e quale è la loro natura?
La risposta si trova nei 6,2 miliardi di perdite accumulati dal 2011 ai primi nove mesi del 2012, nei titoli di stato posseduti per 26 miliardi (due volte e mezzo il capitale stesso della banca), negli 11 miliardi di derivati e nei 17 miliardi di crediti a rischio che hanno costretto MPS a richiedere al Tesoro i soldi dei contribuenti, sotto forma di titoli speciali: sono i Monti bond, emanati dal Tesoro per un valore di due miliardi, che si aggiungono ai già versati 1,9 miliardi di Tremonti bond del 2009. Debiti e perdite derivati, in gran parte, dall’acquisizione dell'Antonveneta dal Banco di Santander, costata 9 miliardi di euro poi saliti a 10, tre più di quanto fosse costata al venditore, 5 o 6 più del reale valore patrimoniale: abbastanza per suscitare i sospetti della magistratura che ha aperto un’inchiesta per aggiotaggio (oltre che per ostacolo alla Vigilanza) e per accendere i riflettori su altre operazioni dai nomi di mete turistiche come Alexandria e Santorini (essenzialmente, operazioni in derivati compiute con la giapponese Nomura per ottenere utili da ripagare in futuro per finanziare la fondazione).
Al di là dei tecnicismi e al di là dell’inchiesta della magistratura, restano nell’ombra i rapporti politici e la rete di relazioni intessute in quella che è una delle città massoniche del centro Italia. E rimane senza risposta le domanda più ovvie e banale. Perché la scalata ad Antonveneta ed il debito accumulato? Perché il coperchio è stato sollevato e le verità stanno lentamente e con difficoltà saltando fuori? La risposta l’ha data Cingolani su Il Foglio Quotidiano: Mussari, allora presidente di MPS, “si è fidato troppo della propria abilità, delle protezioni eccellenti, di quel sistema senese che mette insieme la curia, la massoneria, i sindacati, gli ex socialisti e gli ex comunisti”.
Read More
Clicca sull'immagine per accedere alla rivista
 
Lotta Europea n°4
 
Il quarto numero del bimestrale europeista Lotta Europea è online, come sempre consultabile gratuitamente. Chiunque volesse sostenere la nostra lotta e le nostre iniziative editoriali, può comunque farlo acquistando la singola copia cartacea (3€) o abbonandosi a 6 uscite (18 €).
Oltre che online, a Roma la rivista è in vendita nei seguenti punti:
- Sezione Prati, Via Ottaviano, 9, (mercoledì e venerdì dalle 17.00 alle 20.00)
- Augustus pub, C.so V.Emanuele II, 203, entrata in vicolo della Cancelleria (tutti i giorni dalle 18.00 fino a tarda notte).
Read More

martedì 22 gennaio 2013


Il 29 gennaio prossimo a Parigi l’Assemblée Nationale discuterà il progetto di legge avanzato da Hollande “Matrimonio per tutti”, teso a legalizzare le nozze tra persone dello stesso sesso. In Francia, il paese del giacobinismo e dei lumi, diversamente da molti altri stati europei, la legge non distingue tra matrimonio e adozione, permettendo a tutte le coppie sposate di adottare: questo significa, quindi, che la legalizzazione del matrimonio omosessuale comprende automaticamente ope legis la possibilità di adozione. Mentre l’Europa di Bruxelles, asservita alle lobby omosessuali e sepolcro imbiancato del politically correct, strizza l’occhio ad Hollande, il 13 gennaio scorso il popolo francese è sceso in pizza: 800mila persone, senza alcun politicante in testa, hanno sfilato per le vie di Parigi gridando il loro rifiuto verso un progetto di legge che ribalta l’ordine naturale delle cose, annulla il valore della famiglia tradizionale e pregiudica in maniera irreversibile il futuro dlle vittime innocenti dei giochi degli adulti, i bambini.
"Noi non vogliamo il matrimonio, che è riservato all’uomo e alla donna in quanto possono procreare. È così da secoli. La pace si costruisce dentro la famiglia e per avere pace nella famiglia bisogna donare ai bambini il quadro più naturale e che più infonde sicurezza per crescere e diventare grandi. Cioè la composizione classica uomo-donna": lo ha detto Nathalie de Williencourt, portavoce di HomoVox. Ogni tanto capita ancora di ascoltare una voce ragionevole.
Read More

venerdì 18 gennaio 2013

Mentre proseguono gli incontri e le trattative fra Hamas e Fatah per una loro riconciliazione, e mentre l'sercito israeliano spara sulla folla durante una manifestazione contro il muro in Cisgiordania (un morto, diciassettene, il 14 gennaio scorso a Burdus), il premier israeliano Netanyahu, che si appresta a vincere le elezioni politiche del 22 gennaio p.v., parla alla pancia del suo partito (il Likud) e del suo paese, solleticandone gli istinti più reconditi, affermando che l'eventuale accordo fra l'Autorità Nazionale Palestinese ed il governo di Gaza precluderebbe la ripresa dei negoziati di pace israelo-palestinesi. Negoziati che comunque non avrebbero, a suo avviso, motivo di esistere se Mahmud Abbas, presidente dell'ANP e leader di Fatah, continuerà imperterrito nelle sue "irragionevoli" richieste, preliminari e necessarie per qualsiasi intesa:il blocco delle costruzioni nelle colonie israeliane della Cisgiordania e nella parte orientale di Gerusalemme, che pure è, anche in base ai trattati internazionali (è utile ribadirlo), la capitale del futuro Stato di Palestina. Intanto, stando alle accuse dell'ex-premier Olmert, 3 miliardi di dollari sono già stati stanziati per l'organizzazione della guerra all'Iran.
Non per questo risulta credibile la sua principale oppositrice, Tzipi Livni, nel momento in cui si dichiara diplomaticamente pronta ad aprire una nuova stagione di trattative con l'ANP: da ministro degli Esteri nel 2009 promosse l’operazione Piombo Fuso su Gaza, provocando la morte di 1400 uomini.
A destra del Likud cresce invece Habayit Hayehudi ("la casa degli ebrei"), il partito di Naftali Bennett, già leader di Yesha, il movimento delle colonie, e ancor prima militare nelle Sayeret Metkal. Il suo programma: autonomia palestinese sotto il controllo militare israeliano nelle aree A e B della Cisgiordania, e annessione dell'area C, ossia di quel 60% della Cisgiordania dove sono sorte le colonie.
Il futuro è fosco in Palestina.
Read More

mercoledì 5 dicembre 2012


Read More
Clicca sull'immagine per accedere alla rivista
 
Lotta Europea n°3
 
Il terzo numero del bimestrale europeista Lotta Europea è online, come sempre consultabile gratuitamente. Chiunque volesse sostenere la nostra lotta e le nostre iniziative editoriali, può comunque farlo acquistando la singola copia cartacea (3€) o abbonandosi a 6 uscite (18 €) tramite l'apposito widget. E' in corso anche un'ulteriore offerta speciale: i numeri 2 e 3 di Lotta Europea a soli 5 €.
Read More

venerdì 30 novembre 2012

Ci dispiace, ma non riusciamo ad accodarci ai tanti che in buona fede in queste ore stanno esultando per l'ammissione dello stato di Palestina all'ONU come stato ossevatore. Ci piacerebbe, ma non ci riusciamo.
Non riusciamo ad appassionarci all'ammissione della Palestina ad un'organizzazione senza peso politico, utile strumento nelle mani dei signori del mondo per muovere le proprie pedine sullo scacchiere internazionale.
Non riusciamo a dimenticare le tante belle parole spese per il muro di Gerusalemme, rimaste inevitabilmente lettera morta.
Non riusciamo a coprire il silenzio omertoso che per decenni ha coperto il genocidio palestinese.
Non riusciamo a non sentire le parole di Netanyahu per cui il voto sulla Palestina ''non modificherà alcunché sul terreno'' e "allontanerà" la costituzione di uno stato palestinese.
Non riusciamo a non vedere le 3000 unità abitative per i coloni messe in cantiere a Gerusalemme Est e in Cisgiordania all'indomani del voto.
Non nascondiamo che il voto potrebbe essere un cavillo per far saltare gli accordi di Oslo del 1993.
Per quanto ci sforziamo, sappiamo che la situazione sul terreno non cambierà e i missili su Gaza sono un ricordo troppo recente per essere rimossi.
Sarebbe bello se ci sbagliassimo.
Read More

giovedì 29 novembre 2012


Facebook ha bloccato il profilo utente di Lotta Europea perché violento (sic!).
Per non perdere una visione europeista delle cose del mondo e continuare ad ascoltare una voce differente nel chiacchiericcio omologato di Internet, continua a seguire la sua pagina FB.
Read More
Domenica, oltre al ballottaggio delle primarie del PD, si terranno le ben più interessanti ed importanti elezioni catalane, che hanno catalizzato la paura del governo di Madrid per quello che si preannuncia un vero e proprio referendum per l’autonomia della regione.
Artur Mas, leader catalano, nonostante non abbia la maggioranza assoluta dei voti, fa infatti tremare le vene e i polsi al governo, annunciando la volontà di riconquistare “il suo posto tra le nazioni europee”. Una dichiarazione che, dopo l’accordo del premier indipendentista scozzese Alex Salmond con il governo britannico sul referendum per l’autonomia scozzese da tenersi nel 2014, che porterà con tutta probabilità allo strappo definitivo con l’Inghilterra, fa accrescere il timore non solo dei governi “legittimi”, ma di tutta l’Unione Europea, che vede crescere all’interno degli Stati, l’autodeterminazione di “piccole Patrie”, che si convertirà inesorabilmente in una spinta centrifuga dal punto di vista dell’amministrazione UE.
Quale che sia il finale, una sola cosa è certa: il gigante mondialista non è più inattaccabile, ma anzi, sta iniziando ad oscillare pericolosamente.
Read More

venerdì 9 novembre 2012

A Pechino è nata una nuova Agenzia di Ratings: la "Universal Credit Rating Group”, società mista nata dalla collaborazione della cinese Dagong, della russa RusRating e dell’americana Egan-Jones.
Scopo dichiarato del nuovo soggetto finanziario, apertamente espresso durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi a Pechino, è quella di creare un nuovo riferimento per gl investitori, alternativo al cartello di marca americana, composto da Moody’s, Standard&Poor’s e Fitch, che da soli controllano il 90 % del mercato del rating.
Una mossa prettamente politica prima ancora che economico-finanziaria. Una mossa che permette naturalmente di rafforzare l'asse Mosca-Pechino, ormai ben delineato, almeno da quando la Cina ha cominciato a pagare in yuan il petrolio russo. Da una parte la Russia, che ha trovato ad Est, nella Cina e nel Giappone, quei partner economici che non ha trovato ad Occidente in Europa; dall'altra la Cina, che sgomita per smarcarsi dall'orbita di Washington, a cui resta comunque ancora legata a doppio filo.
L'Europa, la UE, come sempre resta a guardare, incapace di prendere decisioni altrettanto coraggiose.
Read More

lunedì 29 ottobre 2012

Il 26 ottobre scorso il Parlamento georgiano ha ratificato la nomina del nuovo presidente del Consiglio, il magnate e imprenditore Bidzina Ivanishvili, vincitore delle elezioni tenutesi il 1 ottobre: un vero e proprio burattino nelle mani degli Stati Uniti, che ha subito annunciato che il suo governo “svilupperà le istituzioni democratiche e stabilirà la legge del diritto” e che il suo primo viaggio internazionale sarà a Washington. Le parole d'ordine con cui ogni governo filooccidentale si presenta agli occhi del pubblico occidentale e dei salotti buoni da vent'anni a questa parte, contro il "tiranno" Putin e la sua "feroce dittatura". Intanto la Clinton si è precipitata al telefono per congratularsi di persona e per discutere "il futuro della cooperazione tra Georgia e Stati Uniti.
E' dai tempi della Rivoluzione delle Rose che Tbilisi ha voltato le spalle a Mosca per abbracciare il capitalismo occidentale e gonfiare i propri fatturati e le proprie casse di dollari: un duro colpo alla Russia che si è trovata così isolata rispetto all'Europa, tagliata fuori dalle rotte energetiche grazie alla costruzione dell'ormai famigerato oleodotto TBC, che attraversa lo stato caucasico.
Un altro punto a favore degli U.S.A.
Read More

martedì 2 ottobre 2012

Un colpo di Stato giustificato alla bell’e meglio, la separazione del paese, disordini e massacri attribuiti ai jihadisti , ed ora l’epilogo o l’inizio di una storia sentita già troppe volte: l’intervento militare in Mali. La nostra attenzione per la geopolitica africana, dove si combattono, neanche troppo velatamente, gli opposti interessi cinesi e americani, e per la situazione maliana in particolare, non è nuova: ce ne siamo occupati da tempo, per lo meno da quando la situazione è precipitata. E non ci siamo sbagliati, anche se la previsione non era difficile. Per ristabilire “l’ordine” in Mali verranno dispiegate forza africane, il cui operato, senza aiuti, avrà scarsa efficacia: per questo verranno coadiuvate nelle operazioni militari dai francesi, cui spetterà la parte del leone nella ricostruzione e nella gestione del paese, aiutati a loro volta da Gran Bretagna, Polonia e Germania, con l’appoggio politico di Italia e Spagna (che non possono offrire altro). Per il momento, Russia e Cina hanno promesso di non apporre il veto alla prossima risoluzione ONU. Vedremo come andrà: il Sahel è un piatto ricco, e tutti vorranno saziarcisi.
Read More

lunedì 10 settembre 2012

Clicca sull'immagine per accedere alla rivista


Il secondo numero del bimestrale europeista Lotta Europea è online, come sempre consultabile gratuitamente.
Chiunque volesse sostenere la nostra lotta e le nostre iniziative editoriali, può farlo acquistando la copia cartacea (3€) o abbonandosi a 6 uscite (15 €): basta scrivere una mail a lotta.europea@gmail.com indicando nominativo, indirizzo e numero di copie da acquistare o di abbonamenti da sottoscrivere.
Read More

sabato 1 settembre 2012

Mai come in questi giorni è facile capire chi detiene veramente il potere, nonostante la sfida per le primarie sia ancora aperta ed il risultato delle successive elezioni presidenziale sia tutt'altro che scontato. Mai come in questi giorni è chiaro come il potere non si decida all'interno della Casa Bianca.
Perché è notizia di questi giorni che il processo contro laa banca d'affari Goldman Sachs, accusata di aver rivestito un ruolo fondamentale nella crisi dei titoli subprime del 2007 (e di conseguenza nell'innesco delle presenti crisi e recessione globali), non arriverà a condanna ma sarà archiviato. Una lauta ricompensa per aver profumatamente investito nella campagna presidenziale del presidente coloured.
A costo di essere ripetitivi e monotoni, lo ripetiamo ancora una volta: le più importanti banche mondiali, pur avendo scatenato la crisi finanziaria globale, vengono prima salvate dal fallimento poi assolte dalle proprie colpe perché tengono a strozzo gli stati, retti da burattini saliti ai posti di comando con i soldi delle stesse banche (laddove non siano uomini usciti dai loro uffici).
I banchieri dormono sonni tranquili, perché le mani se le sporcano altri, segnando con una croce le schede elettorali. L’orgoglio (tutto vostro) della democrazia rappresentativa.
Read More

sabato 21 luglio 2012

Gli Emirati Arabi Uniti hanno ufficialmente inaugurato un nuovo oleodotto che permetterebbe loro di bypassare lo stretto di Hormutz che l'Iran ha minacciato di chiudere in seguito alle sanzioni ricevute dagli Usa e dall'UE. L'oleodotto collega i giacimenti di Habshan (sul golfo Persico) con il porto di Fujairah, all'esterno dell'imbocco dello stretto.
La notizia ha suscitato lo sdegno dell'Iran che ha commentato il progetto come "propaganda politica guidata dai Paesi Occidentali". E' chiaro infatti che questo progetto abbia il doppio fine di ostacolare il controllo iraniano sul traffico petrolifero della regione e di tranquillizzare i mercati frenando l'aumento dei prezzi a seguito delle minacce di Teheran circa la chiusura dello stretto.
Per gli stessi motivi, l'Arabia Saudita ha inoltre in progetto di riconvertire l'"Ipsa", un vecchio oleodotto costruito da Saddam negli anni '80, in modo da portare il proprio petrolio fino al porto di Yanbu, sul Mar Rosso e di potenziare le due condotte parallele, le "Petroline", che attraversano il paese da est a ovest.
Read More

venerdì 6 luglio 2012

Ebbene sì, proprio dopo l’avvenuta elezione del nazionalista Nikolic, dopo il suo fermo “No pasarán” all’indipendenza kosovara, dopo le splendide dichiarazioni sulla necessità di un alleanza euro-russa, in autunno il Kosovo avrà la tanto agognata sovranità e diventerà uno stato indipendente. Questa è la condizione dettata per aprire i negoziati sull’ingresso della Serbia nell’Unione Europea.

Il Kosovo, da quando nel 2008 ha dichiarato la propria indipendenza da Belgrado è de facto amministrato dalle Nazioni Unite, intervenute a difesa dei diritti della comunità albanese presente in loco. Ma perché tutto questo interesse per un lembo di terra? Dopo essere passato nelle mani dell'Occidente, il Kosovo è diventato il centro del traffico di esseri umani e di droga, del riciclaggio di denaro e dell'addestramento dei terroristi: grazie alla prossima ufficializzazione dell’indipendenza questa situazione si stabilizzerà.

Ma se gli “indipendentisti” sono mossi da questi sporchi interessi, mascherati dalla lotta per l’autodeterminazione del popolo albanese, di più alto tenore è l'opposizione serba: la terra rivendicata dagli albanesi è la stessa dove nel 1389 si combatteva la battaglia della Piana dei merli, simbolo della resistenza serba contro l’avanzata ottomana nei balcani, dove pochi cristiani hanno lottato per la civiltà europea.

Un paese che è il cuore d’Europa e che ha lottato per la sua difesa dovrebbe tollerare e ufficializzare la presenza dell’islam sunnita, nel luogo dove è stato sparso il sangue dei suoi padri, per l’ingresso nell’Unione Europea, cui già appartiene per geografia, storia e civiltà? Un paradosso maggiore non si sarebbe potuto immaginare.
Read More

giovedì 5 luglio 2012

-Ultima serata della stagione-
Serata di solidarietà in sostegno della popolazione greca colpita dalla crisi finanziaria.Presentazione da parte del Movimento Sociale Europeo dell’evento in programma a Salonicco il 15 luglio prossimo:“ACROPOLIS vs WALL STREET”
venerdì 6 luglio, dalle ore 21.00
Fortezza Europa Pub - Viale di Tor di Quinto 57/b, Roma
Read More
© 2014 Lotta Europea | Distributed By My Blogger Themes | Designed By Bloggertheme9