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Il ministro della Giustizia Alfano, il ministro delle Infrastrutture Matteoli e il capo del dipartimento di Protezione Civile hanno annunciato il nuovo piano carceri, il dodicesimo in 24 mesi: 11 nuove carceri con 450 posti ciascuna e, nei penitenziarigià esistenti, 20 nuovi padiglioni da 250 posti letto per una spesa complessiva di 661 milioni di euro.
Oggi, 21 giugno, i primi camion carichi di beni civili, sono entrati a Gaza, dopo che il governo israeliano ha sollevato il blocco imposto finora. Una bella notizia.
Il 27 giugno 1980 l'aereo di linea I-TIGI DC-9 Douglas della compagnia Itavia si squarciava in volo e precipitava in mare al largo dell'isola di Ustica, causando la morte di 81 passeggeri. Oggi, 15 giugno 2010, a quasi 30 anni di distanza, la Corte d'Appello di Palermo condanna lo Stato al pagamento di 1 milione e 240mila euro ai familiari delle vittime a titolo di risarcimento.Si può essere allo stesso tempo democratici e pure massoni? È il quesito posto qualche mese fa da un esponente del Pd, il signor Ezio Gabrielli, ex assessore al Porto del comune di Ancona, che alla fine della scorsa estate aveva ammesso di essere un massone e “orgoglioso di esserlo”, e a cui la Commissione Nazionale di Garanzia del Partito Democratico dovrà dare una risposta nella prossima riunione.
Il pur complicato statuto del PD sull’argomento è invece chiarissimo: chiunque faccia parte di un’associazione segreta non può far parte del Pd. “La massoneria è una risorsa dell’Italia e anche del Pd. E voglio che questo sia scritto nello statuto”, ha dichiaratato Gabrielli: “la massoneria non è illegale e io ho promesso sulla costituzione e sulle leggi che mi impongono comportamenti rispettosi dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni; sulla base dell’attuale formulazione del codice etico non esiste argomento tecnico giuridico che imponga la dichiarazione di incompatibilità e lo scrivente sul punto”, questa la sua difesa.
Ma quanti dirigenti, soprattutto nel centro Italia, perderebbero i Democratici se dovesse passare la mozione di Gabrielli?
Domenica prossima, i cittadini del Kosovo settentrionale, a maggioranza serba, saranno chiamati alle urne per le elezioni municipali.“Alme Sol, curru nitido diem qui promis et celas aliusque et idem nasceris, possis nihil urbe Roma visere maius!” (Sole divino, che sul cocchio luminoso dischiudi e nascondi il giorno sempre nuovo e uguale sorgi, e nulla maggior di Roma possa tu vedere!).
Il mondo non vide nulla più grande di Roma. Come fu possibile?
Bisogna andare alle origini di questo popolo per conoscere la sua forza, per comprendere la sua potenzialità politica. Già dagli albori l’uomo romano impostò la sua esistenza personale e sociale, assoggettandola ad alcuni principi.
In primo luogo, l’uomo ha bisogno, per vivere serenamente, di rapportarsi con altri, a lui simili (“l'uomo è un animale sociale. Le persone non sono fatte per vivere da sole”, Seneca); perché questo sia possibile c’è bisogno che limiti la sua azione e si faccia dunque carico dei doveri verso gli altri: i doveri, prima dei diritti, sono dunque il fulcro della vita sociale.
In secondo luogo, l’uomo romano era fonte del potere e quest’ultimo non era altro che il mezzo per regolare la vita di uomini di pari dignità: chi amministrava il potere era lo strumento, spersonalizzato, degli dei e degli uomini, il cui scopo era di garantire il bene comune. Non sudditi-schiavi di un semidio come nelle civiltà mediorientali, ma cittadini liberi che autodeterminavano il potere e vi si assoggettavano.
In terzo luogo, l’uomo romano deve percorrere la via delle virtutes: queste erano le qualità che doveva coltivare nella costante elevazione dallo stato di animale a quello degli honores. Onestà, verità, serietà, tenacia, semplicità, coraggio, fedeltà alla divinità e al proprio popolo (“erga deos et homines pietas”, Virgilio): era questa l’educazione della tradizione dei padri (mos maiorum).
In poche parole, Roma fu un sistema di uomini liberi, cresciuti dalle virtù, il cui compito nella storia fu quello di portare ai popoli la civiltà e pacificarli con la legge.
L’Europa che per secoli ha tentato di ricostruirsi romana, deve, oggi più che mai, ritrovare Roma, ridare ordine ad un mondo ormai decaduto, pacificare con la sua civiltà.
Siate europei, siate romani. Il nostro giorno verrà!
Teramo, 27 aprile: Gianluca Protino si è tolto la vita intorno alle 7,30 nel carcere cittadino, impiccandosi con i lacci delle scarpe, che usualmente vengono tolti a chi sta in galera (ma nessuno li aveva tolti a lui, che pure era nel reparto di Alta Sicurezza). Era in attesa di giudizio. È il 19esimo suicida nelle carceri dall’inizio del 2010.
Si sente parlare spesso di radici europee, di origini comuni, di cultura europea, ma in cosa consiste tutto questo? Cosa c’è realmente di simile, di comune tra i diversi popoli europei? È solo di uno spazio geografico che si parla?

Il mese scorso, gli Stati Uniti, tramite l’Ufficio per il Controllo degli Asset Stranieri (un comparto strategico del dipartimento del Tesoro), hanno annunciato alcune eccezioni per l’esportazione di servizi americani verso Iran, Cuba e Sudan, paesi sottoposti a embargo: la deroga riguarda le esportazioni di “alcuni servizi e software inerenti alla comunicazione personale su Internet”, vale a dire social network, chat, servizi e-mail, blog, siti per la condivisione di immagini e quant’altro. E che non si tratti di solo business, ma di una decisione del tutto strategica, lo dimostra il fatto che la deroga è limitata ai soli servizi gratuiti.
“Un profondo impegno dell’Amministrazione nell’estendere i diritti universali a tutti i cittadini del mondo”, secondo Neal Wolin, numero due del Tesoro, ma anche una decisione ricca di implicazioni politiche: come si legge esplicitamente nel testo del provvedimento, le comunicazioni personali nell’era digitale sono “strumenti vitali per il cambiamento”, e il potere di disporre qualche falla nelle dighe commerciali è “necessario per l’interesse nazionale degli Stati Uniti”.
L'Occidente non esiste: esso è un amalgama eterogeneo di Paesi, i cui confini non sono segnati né dalla geografia né dalla storia, ma variano nel tempo in base all'ideologia liberal-capitalista e alla geopolitica filo-statunitense dei suoi componenti. Da Ovest ad Est sono Occidente, insieme agli U.S.A., il Canada, l'Europa, la Turchia, Israele, il Giappone, l'Australia, la Nuova Zelanda. In questo elenco, come in alcuni giochi da Settimana Enigmistica, c'è un intruso: quale? La risposta è facile, l'Europa. Ma di quale Europa stiamo parlando?